STOP al pagamento delle retribuzioni in contanti

STOP al pagamento delle retribuzioni in contanti
27 giugno 2018 Giovanna Zago

STOP! al pagamento delle retribuzioni in contanti.

A partire dal 1° luglio’18  sono ammessi solo pagamenti in forma “tracciabile”.

 

A decorrere dal 1° luglio 2018, i datori di lavoro o committenti sono tenuti a corrispondere le retribuzioni o i compensi ai lavoratori mediante:

  • bonifico bancario (sul c/c identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore);
  • strumenti di pagamento elettronico;
  • pagamenti in contanti presso lo sportello bancario o postale, dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
  • assegno consegnato direttamente al lavoratore o ad un suo delegato in caso di impedimento. Il delegato può essere il coniuge, il convivente o un familiare, in linea retta o collaterale del lavoratore, di età non inferiore a 16 anni.

I datori di lavoro e committenti, pertanto, non possono più corrispondere la retribuzione ai lavoratori per mezzo di denaro contante, indipendentemente dalla tipologia di rapporto di lavoro instaurato tra le parti.

Rientrano nel campo di applicazione della presente novità tutti i rapporti di lavoro di cui all’articolo 2094 c.c., indipendentemente dalle modalità di svolgimento e dalla durata del rapporto, nonché tutti i rapporti originati da contratti di collaborazione coordinata e continuativa e i contratti stipulati dalle cooperative con i propri soci.

La firma del lavoratore apposta sulla busta paga non costituisce prova dell’avvenuto pagamento della retribuzione.

L’obiettivo del provvedimento è di contrastare il fenomeno dell’economia sommersa, con maggiore trasparenza nella corresponsione degli emolumenti ai lavoratori, a tutela dei diritti dei lavoratori stessi.

Rimangono esclusi dalla presente disposizione i rapporti di lavoro con le pubbliche amministrazioni  e quelli domestici.

I datori di lavoro che violano l’obbligo delle corrette modalità di pagamento, sono soggetti a pesanti sanzioni amministrative da 1.000 a 5.000 euro.